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Michael Wolf - 2008

artists

Michael Wolf è nato nel 1954 a Monaco di Baviera. Giovanissimo si trasferisce in Nord America, passando la maggior parte dell’infanzia a Toronto, Canada,Berkley e California.
A circa 18 anni Wolf, incontra Rudolf Knubel, un pittore tedesco, attraverso il quale riuscì a frequentare una delle migliori scuole d'arte in Germania, Folkwangschule a Essen.
Qui Wolf studiò con Otto Steinert, uno dei più influenti fotografi tedeschi con il quale coniò il termine "Subjektive Photographie" "fotografie soggettive", enfatizzando una visione personale e la sperimentazione sul realismo documentario, prendendo ispirazione dalla New Vision School (scuola di nuova visione).
Contemporaneamente egli portò avanti la laurea in foto giornalismo, documentando un piccolo villaggio di miniere di carbone fuori Essen.
Dopo essersi laureato all'età di 23 anni, ottiene il suo primo incarico editoriale con la rivista tedesca “GEO”; questo fu l'inizio di una lunga carriera come fotografo editoriale per riviste come “Time”, “Spiegel” e “Stern”.
Desideroso presto di nuove esperienze artistiche, come lui stesso racconta, scelse l’Asia, e in particolare Hong Kong, per trovare nuove linfe d’ispirazione.
Impressionato dalla dinamica di un complesso urbano di una delle città più densamente popolate al mondo, con quasi 7 milioni di persone che vivono in 426 metri quadrati, esplorò le variegate identità della sua nuova casa.
Pur continuando a collaborare per “Stern”, il suo modo di leggere e interpretare i soggetti prescelti cambiò drasticamente, trasformando la sua lettura obiettiva e documentaristica in una soggettiva, concettuale.
Nel tentativo di visualizzare la pura densità delle persone che vivono sulle due piccole isole che formano Hong Kong, Wolf esaminò gli interminabili ranghi di complessi abitativi quasi identici fra loro, fotografando da palazzi opposti.
Nel 2005 egli visita per la prima volta Chicago per l’allestimento di the real toy story al Museo di Fotografia Contemporanea al Columbia College. E’ durante il suo viaggio in treno dall'aeroporto che immaginò di fotografare Chicago con lo stile "no-exit-for-the-eye" sviluppato in Cina, anche se la città americana dava una sensazione completamente diversa rispetto a Hong Kong, per i tanti edifici dagli stili differenti, disegnati da architetti innovativi come Daniel Burnham, Louis H Sullivan e David Adler. Non è un caso che dopo la seconda guerra mondiale essa si era affermata nel mondo come la capitale dell’architettura moderna influenzata dallo stile internazionale di Mies van der Rohe, grazie ai notevoli progetti di Helmut Jahn, Philip Johnson, e più recentemente di Frank Gehry.
A differenza delle finestre impermeabili delle fotografie di Hong Kong, le foto di Chicago guardano attraverso i molteplici strati di vetro per rivelare le costruzioni sociali di vivere e lavorare in un ambiente urbano. Come molti fotografi di strada hanno scoperto, l'esistenza urbana ci porta in una certa maniera a vivere come in una rappresentazione pubblica. Noi proviamo grande piacere nel reinventare noi stessi per la visualizzazione, o di avere l’opportunità di catturare uno squarcio di un momento privato di qualcun'altro. Sembra che le persone siano interessate alla vita degli altri. Questo potrebbe essere pensato come antidoto alla possibilità di rimanere anonimi- di perdersi nella folla della città.


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